Un viaggio tra materia, visione e memoria
Ci sono luoghi che non si trovano sulle mappe, ma tra le trame di una parete. Spazi immaginari, sogni sedimentati, frammenti di memoria visiva che affiorano attraverso linee, texture e cromie. Con il secondo capitolo di Bon Voyage, Nicola Bottegal prosegue il racconto iniziato nel primo volume, guidandoci in un nuovo itinerario sensoriale attraverso superfici che diventano narrazione.
Non è un semplice catalogo di carte da parati, ma una raccolta di racconti visivi: evocazioni di viaggi interiori, atmosfere sospese, architetture impossibili. Ogni soggetto è una tappa, ogni decoro una storia che attraversa culture, scenari immaginati, visioni intime e universali. Le grafiche si fanno materia viva, oscillando tra onirismo e rigore progettuale, tra citazioni artistiche e linguaggi contemporanei.
La collezione si arricchisce di paesaggi ispirati all’Oriente, a boschi fitti di querce, a scorci che richiamano il lago di Como o il cielo aperto della campagna. Ogni immagine diventa un invito a perdersi in mondi lontani o familiari, a lasciarsi trasportare dalla poesia dei dettagli, dai contrasti di luce e colore, dalla suggestione di atmosfere sospese tra realtà e immaginazione.
Il risultato è un paesaggio visivo mutevole, in cui ogni parete si trasforma in un ambiente narrante. Bon Voyage non parla di arrivi, ma di esplorazioni. È un invito a viaggiare con lo sguardo, a lasciarsi attraversare dalla bellezza di un dettaglio, a scoprire l’identità nascosta dietro ogni superficie. Perché il design – quando è autentico – non è solo estetica, ma esperienza, visione e racconto.
Ci sono luoghi che non si trovano sulle mappe, ma tra le trame di una parete. Spazi immaginari, sogni sedimentati, frammenti di memoria visiva che affiorano attraverso linee, texture e cromie. Con il secondo capitolo di Bon Voyage, Nicola Bottegal prosegue il racconto iniziato nel primo volume, guidandoci in un nuovo itinerario sensoriale attraverso superfici che diventano narrazione.
Non è un semplice catalogo di carte da parati, ma una raccolta di racconti visivi: evocazioni di viaggi interiori, atmosfere sospese, architetture impossibili. Ogni soggetto è una tappa, ogni decoro una storia che attraversa culture, scenari immaginati, visioni intime e universali. Le grafiche si fanno materia viva, oscillando tra onirismo e rigore progettuale, tra citazioni artistiche e linguaggi contemporanei.
La collezione si arricchisce di paesaggi ispirati all’Oriente, a boschi fitti di querce, a scorci che richiamano il lago di Como o il cielo aperto della campagna. Ogni immagine diventa un invito a perdersi in mondi lontani o familiari, a lasciarsi trasportare dalla poesia dei dettagli, dai contrasti di luce e colore, dalla suggestione di atmosfere sospese tra realtà e immaginazione.
Il risultato è un paesaggio visivo mutevole, in cui ogni parete si trasforma in un ambiente narrante. Bon Voyage non parla di arrivi, ma di esplorazioni. È un invito a viaggiare con lo sguardo, a lasciarsi attraversare dalla bellezza di un dettaglio, a scoprire l’identità nascosta dietro ogni superficie. Perché il design – quando è autentico – non è solo estetica, ma esperienza, visione e racconto.
